
I XX Giochi Olimpici Invernali si sono tenuti a Torino dal 10 al 26 febbraio 2006. Le gare si sono svolte sia a Torino sia in altre otto località del Piemonte. Dal 10 al 19 marzo si sono tenuti, nella stessa sede, i IX Giochi Paralimpici invernali.
Precedentemente altre due città italiane erano state sedi di manifestazioni olimpiche, Cortina d'Ampezzo nel 1956 con i VII Giochi Olimpici invernali, e Roma nel 1960 con i Giochi della XVII Olimpiade.
La XX Olimpiade Invernale fu assegnata a Torino il 19 giugno 1999 durante il 109° congresso del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) svoltosi a Seul.
In quella sede vennero presentate sei candidature: Helsinki (Finlandia), Klagenfurt (Austria), Poprad-Tatry (Slovacchia), Sion (Svizzera), Torino (Italia) e Zakopane (Polonia). Dopo la presentazione venne eletta una commissione selezionatrice che scelse come finaliste Sion e Torino. Tutti i delegati del CIO furono quindi chiamati a votare tra le due città. Torino venne scelta con 53 voti contro i 36 di Sion.
Nell'organizzazione dei giochi sono stati impegnati 18.000 volontari selezionati su 41.500 richieste di partecipazione (secondo i dati pubblicati sul sito ufficiale) che hanno svolto diverse attività, dall'accoglienza a atleti, spettatori e giornalisti, alla preparazione dei tracciati di gara.
Per lo svolgimento dei Giochi sono state realizzate oltre sessantacinque opere tra impianti sportivi, infrastrutture viarie, villaggi per atleti e media, per una spesa approssimativa totale di oltre 2 miliardi di euro (esclusa l'organizzazione vera e propria dell'Olimpiade).
Tra i principali impianti sportivi figurano:
Le principali opere infrastrutturali concomitanti all'Olimpiade hanno riguardato invece:
Sul piano urbanistico, le principali realizzazioni sono state il Palafuksas, edificio di vetro progettato da Massimiliano Fuksas, la nuova Biblioteca civica progettata da Mario Bellini, la nuova Galleria d'arte moderna, e il grande progetto della Spina, che recupererà oltre due milioni di metri quadrati grazie all'interramento delle linee ferroviarie cittadine e alla ristrutturazione delle aree industriali dismesse.